orgasmo

Tra me e Micheal ormai c’era un feeling più unico che raro, ci guardavamo, ridevamo, scherzavamo e costruivamo scoop con una tale naturalezza che ogni giorno mi stupivo, ma più di ogni altra cosa sentivo il suo sguardo posarsi su di me, non era uno sguardo da porco, sapete, di quelli che intravedi la bava agli angoli della bocca, no il suo era uno sguardo di desiderio puro, istintivo, animale eppure c’era qualcos’altro che non riuscivo bene a catalogare.

Chissà però lui se avvertiva i miei di sguardi: lanciavo occhiate furtive alla linea del collo, dietro l’orecchio, adocchiavo le mani che grandi e forti scrivevano, si agitavano, stringevano, avvertivo il suo odore, non portava profumi Micheal, per cui ciò che sentivo era l’odore naturale della pelle, a volte diventava difficile lavorare fianco a fianco con lui, chissà se anche per lui era lo stesso.

Una sera ero stanca morta, entrai in casa, mi spogliai con una tale velocità da sembrare quasi nuda, apri l’acqua calda della vasca, versai alcuni sali e attesi che si riempisse mentre accendevo un pò di musica soft per il salone.

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